chi ha inventato la pasta dove è stata inventata

Chi ha inventato la pasta?

Se ti stai chiedendo “chi ha inventato la pasta?” posso dirti che sei nel posto giusto.

Quando parliamo di pasta stiamo parlando d’Italia. Infatti è difficile rintracciare un simbolo d’italianità più chiaro e universale della pasta.
Non sempre però è stata trattata come si deve.
Dagli appellativi di “maccaroni” e “mangiaspaghetti” rifilati ai nostri emigrati fino al famoso piatto di spaghetti con la pistola sulla copertina della rivista tedesca Der Spiegel.
Senza dimenticare la recente “ricetta” della carbonara francese che ha fatto indignare l’Italia intera.
Quindi, non esiste italiano che non abbia un pacco di pasta in casa o che non abbia mai mangiato un bel piatto di spaghetti.

Ma ti sei mai chiesto chi ha inventato la pasta?
Oppure, dove è stata inventata?
Se sei arrivato qui vuol dire di si e sarò felice di dirti che questo articolo fa per te. Leggendo queste righe faremo un viaggio nel passato per scoprire le origini del cibo più consumato in Italia.
Pronto ad iniziare? Benissimo, ti auguro una buona lettura.

I due mondi della pasta.

La pasta nel mondo va differenziata in due macro categorie divise anche dal punto di vista storico, essendo frutto distinto di due vaste e antiche culture gastronomiche:

Infatti, entrambi utilizzano materie prime differenti, tecniche di lavorazione
differenti oltre che modalità di preparazione, degustazione e presentazione anch’esse diverse. 

Appunto due mondi differenti.

Quindi chi ha inventato la pasta?

Come detto in precedenza le due diverse culture gastronomiche, in pratica, si sono sviluppate in modo parallelo e indipendente, diversificato e senza alcuna relazione reciproca.

La pasta nella cultura orientale.

Se parliamo della pasta cinese o meglio orientale, la sua origine molto probabilmente risale a circa 4000 anni fa. Infatti, un piatto di spaghetti è emerso dalle profondità della terra, per lo stupore degli archeologi cinesi che stavano scavando in un villaggio del neolitico. Il ritrovamento è avvenuto nella cittadina di Laja, vicino al fiume Giallo, nel nord ovest della Cina. Analizzando il reperto i ricercatori dell’Accademia delle scienze e dell’Istituto di archeologia cinesi hanno capito che la pietanza davanti ai loro occhi era molto antica. Infatti il carbonio 14 ha confermato la sua età: quattromila anni. Il più antico piatto di spaghetti della storia (almeno fra quelli di cui è stata ritrovata traccia). In effetti, gli spaghetti erano già ampiamente diffusi ma erano fatti con frumento o farine leguminose come la soia diversamente dagli spaghetti intesi nel mondo occidentale.

La pasta nella cultura occidentale.

Una storia molto suggestiva vuole che la pasta quindi, sia stata portata o importata dalla Cina all’Europa da Marco Polo nel 1295 al suo ritorno dall’impero del Gran Khan. Ma ci sono testimonianze scritte già alla fine del 1100 dell’ esistenza della pasta in Italia dove arrivò anche grazie alla dominazione araba in Sicilia, per non parlare dei ritrovamenti fatti durante l’epoca Etrusca.

Nell’età Etrusca e Romana.

Infatti, ci sono stati dei ritrovamenti in una tomba Etrusca di Cerveteri dove è stato rinvenuto tutto il necessario per tirare una buona sfoglia: 

matterello, spianatoia, mestolo, coltello e perfino una rotella per ricavare un bordo ondulato.
La tradizione della pasta sembra poi scomparire per alcuni secoli: è probabile che gli scrittori e i cronisti del tardo Impero Romano non tenessero in particolare conto gli usi e le abitudini alimentari quotidiane, ma è anche vero che con la caduta dell’Impero l’economia in generale, quella agricola in particolare, entrarono in un periodo di crisi. Meno raccolti produssero meno grano e quindi meno pane e pasta.

L’influenza Araba.

Poi come detto in precedenza, ricomparve in Africa settentrionale, già sotto l’influsso della civiltà araba, nel 9° secolo, nella nuova veste di pasta secca (esposta cioè al calore al termine della preparazione, in modo da ridurre il contenuto d’acqua e permetterne una più lunga conservazione), mentre fino ad allora la pasta era unicamente mangiata fresca. Quest’ultima restò di gran lunga la più prodotta e consumata fino al 19° secolo. Poi, con l’arrivo dell’industrializzazione fu prodotta in quantità più elevate e veniva seccata appunto per migliorare la conservazione.
Quindi, un fatto è certo: la pasta, in Italia, era conosciuta e consumata molto tempo prima del ritorno di Marco Polo dalla Cina.

Il contributo tecnologico del Meridione.

Come detto, dalla Sicilia la pasta cominciò a risalire lo stivale arrivando in tutta l’Italia Meridionale. Qui, trovò il clima ideale. Infatti, il clima secco e ventilato ne favoriva l’essicazione all’aria aperta. Stiamo parlando in particolare della Campania e della Puglia dove furono inventate la gramola, il torchio e la trafila. Già nel diciottesimo secolo i Napoletani si guadagnarono l’appellativo “mangiamaccheroni” epiteto già riservato ai Siciliani ma che ora interessa tutta l’Italia visto che la pasta è diventato un pò il nostro simbolo nazionale.

Il connubio perfetto: Pasta e Pomodoro.

Nella prima metà del Seicento avvenne la grande rivoluzione: nell’area napoletana, sotto il dominio spagnolo, furono introdotti i pomodori, da pochi decenni portati in Europa dal Nuovo Mondo. Fu una rivoluzione lenta ma progressiva. Per molto tempo, infatti, il pomodoro fu visto con sospetto e utilizzato solo come pianta ornamentale. Superati timori e superstizioni – si pensava che i suoi frutti fossero velenosi – l’abbinamento con la pasta fu quasi naturale e così travolgente che divenne il piatto di base per le popolazioni di umile condizione, dato il suo basso costo.

L’arrivo della forchetta.

L’area napoletana superò rapidamente, per produzione e consumi, quella siciliana. Solo all’inizio del Settecento anche i nobili si avvicinarono al nuovo piatto, non per il superamento di antiche diffidenze ma perché nel frattempo era stato inventato – meglio sarebbe dire reinventato e migliorato – uno strumento essenziale per mangiare la pasta: la forchetta. Infatti, la pasta, nelle sue nuove forme, era mangiata con le mani e venduta agli angoli di strada da venditori ambulanti, già allora forniti di carrettini, che portavano grandi pentole fumanti e condite. La pasta era servita per pochi soldi su pezzi di carta e mangiata per strada.

Alla fine di questa lettura possiamo dire dunque che, chi ha inventato la pasta non è un singolo individuo o un singolo popolo ma hanno contribuito più popoli e culture diverse ognuno dando il proprio contributo.
Ma una cosa è certa, noi Italiani siamo i più bravi a cucinarla e soprattutto a mangiarla.


“Gli italiani hanno solo due cose per la testa: l’altra sono gli spaghetti.”

Catherine Deneuve

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