Agricoltura
sostenibile

agricoltura sostenibile

Agricoltura sostenibile

L‘agricoltura sostenibile è un’agricoltura rispettosa delle risorse naturali, del lavoratore e del produttore ma soprattutto del consumatore.

Infatti, il concetto di agricoltura sostenibile è inteso sia in una prospettiva ambientale che in una prospettiva sociale. Dal punto di vista ambientale, si intende un’agricoltura rispettosa delle risorse naturali in grado di soddisfare il fabbisogno attuale di alimenti e il tutto senza compromettere la possibilità delle future generazioni di soddisfare a loro volta il proprio fabbisogno. Dal punto di vista sociale, ci si riferisce alla creazione di una filiera agroalimentare sostenibile che abbia l’obiettivo di garantire la salute delle persone, migliorare la qualità della vita dei produttori e favorire l’equità sociale.

Grano italiano senza glifosato

Cosa è il glifosato?

Il glifosato è una sostanza attiva ampiamente utilizzata nei pesticidi. Il glifosato era stato giudicato dall’IARC, agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, come cancerogeno. Poi su pressioni dell’EFSA, l’organismo per la sicurezza alimentare della Ue, è stato declassato a “probabilmente cancerogeno” e più precisamente come “2a”, ossia agente la cui cancerogenità è confermata sugli animali ma non sull’uomo. nonostante l’esistenza di studi indipendenti che hanno rivelato la sua pericolosità. Dal documento divulgato su The Lancet Oncology, emerge una forte correlazione epidemiologica tra l’esposizione al glifosato e il linfoma non-Hodgking. Oltre all’azione oncogena il glifosato, come risulta da numerosi studi, sembra agire anche come “interferente endocrino”, perturbando molteplici e delicate funzioni cellulari.

Quali sono gli effetti del glifosato?

Il glifosato, potente erbicida, è utilizzato per uccidere le piante infestanti e agisce in modo non selettivo, ossia è in grado di sterminare indiscriminatamente qualunque organismo vegetale sul quale viene impiegato.
Il glifosato può contaminare il suolo, l’aria e le acque superficiali e profonde; infatti il rapporto ISPRA sui pesticidi nelle acque italiane evidenzia che le sostanze più diffuse sono proprio il glifosato e il suo metabolita AMPA, a dispetto di affermazioni secondo cui l’erbicida si degraderebbe velocemente senza creare problemi.
Al di là delle rassicurazioni fornite dai produttori, il glifosato è una sostanza ad elevata tossicità ambientale capace di alterare la funzionalità degli ecosistemi e degli habitat naturali e ridurre drasticamente la biodiversità ritenuta fondamentale per la sostenibilità della biosfera, della popolazione umana e della stessa agricoltura.

La rotazione delle colture

In cosa consiste la rotazione delle colture?

La rotazione delle colture o avvicendamento colturale è una tecnica agronomica utilizzata in agricoltura. Suddetta tecnica, consiste nel variare la specie agraria coltivata nel medesimo appezzamento.

Questo procedimento ha lo scopo di migliorare e mantenere la fertilità del suolo e la salute della biodiversità.

Un agricoltura sostenibile grazie alla rotazione delle colture. Come?

• Aiuta la fertilità del terreno.

Tutte le piante assimilano alcune sostanze piuttosto che altre e viceversa ne rilasciano altre nel terreno. Quindi, modificando la loro posizione facendo variare le colture, si aiuta a mantenere il terreno piu sanoequilibrato. 

• Diminuzione di patalogie e parassiti

Questo perchè, spostando le coltivazioni, si evita il proliferare e la diffusione dei parassiti in ambienti statici e favorevoli.

• Riduzione del consumo di pesticidi

Con la rotazione delle colture si limita l’utilizzo di prodotti chimici. Questo perchè con l’avvicendamento il terreno assorbe determinati tipi di nutrienti, che erano stati assorbiti dalle piante presenti precedentemente.

La filiera corta

Per filiera corta si intende quel processo produttivo che parte dalle materie prime finendo nelle mani del consumatore con pochi e semplici passaggi, evitando intermediari.Con la rotazione delle colture si limita l’utilizzo di prodotti chimici. Questo perchè con l’avvicendamento il terreno assorbe determinati tipi di nutrienti, che erano stati assorbiti dalle piante presenti precedentemente.

Un'agricoltura sostenibile grazie alla filiera corta

Ogni volta che compri un alimento in un negozio o in un supermarket, per ogni euro speso solo 17 centesimi vanno a finire nelle tasche di chi lo ha prodotto, il resto viene diviso dagli altri operatori economici, cioè gli intermediari. Quindi, la filiera corta non solo riconosce più valore all’agricoltore ma contrasta l’abbandono delle campagne, la desertificazione, la cementificazione e sviluppa il turismo nei territori rurali. La filiera corta fa bene all’ambiente, infatti si riducono gli imballaggi, si riducono le emissioni di co2 nell’aria, tutelando biodiversità e paesaggio. 

E poi?

Fa bene anche al consumatore perché mangia prodotti freschi e non manipolati ed è economicamente più vantaggioso avendo eliminato passaggi che avrebbero fatto salire il prezzo del prodotto.

#NoD.O.N.

Grazie alle condizioni climatiche favorevoli delle colline della Daunia, riusciamo a garantire l’assenza del “deossinivalenolo” o “DON” . Il “DON” è una micotossina prodotta dall’attività del Fusarium. Il Fusarium è un fungo che aggredisce le coltivazioni dei cereali in ambienti umidi e freschi e quindi non adatti alla coltivazione del grano duro.

“Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d'arte che si possa desiderare.

Andy Warhol
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